Le piccole api battono i giganti
Le piccole api ce l'hanno fatta e insieme a loro esultano anche i loro custodi, gli apicoltori organizzati e determinati a difendere l'ambiente e le sue "sentinelle per eccellenza", compagni fedeli di una lunga e tormentata battaglia, che alla fine ha visto i colossi dell'agrochimica inciampare sconfitti di fronte all'importanza vitale dei laboriosi insetti, che invece, proprio a causa dell'uso abbondante e indistinto dei fitofarmaci in agricoltura, rischiano di scomparire, mettendo in crisi gli equilibri ambientali e le produzioni agricole del nostro Paese.
Queste le parole di commento dell'organizzazione degli apicoltori italiani Unaapi all'annuncio del fatto che il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso delle tre holdings leader nella produzione degli agrofarmaci Bayer, Syngenta e Basf, appoggiando le ragioni portate avanti dall' Unaapi.
La decisione di sospensione temporanea in via cautelativa dell'utilizzo dei neonicotinoidi e di fopronil era stata presa lo scorso settembre e all'epoca il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia sottolineò quanto “l'apicoltura è un settore importante sia per la produzione del miele, sia per la conservazione dell'ambiente naturale, dell'ecosistema e dell'agricoltura".
L'ape, informa l'Unaapi, con i suoi miliardi di prelievi quotidiani su una vasta superficie di una tale e diversificata qualità di matrici (aria, nettare, acqua, polline e propoli) è più efficiente di qualsiasi umana agenzia ambientale.
L'ape ci parla delle modificazioni ambientali e ci dice che il suo declino mondiale è parte e sintomo lampante della rottura degli equilibri naturali del ciclo della vita.
L'associazione spiega che concretamente gli apicoltori propongono che la sopravvivenza e produttività dell'ape sia colta e proposta quale parametro indispensabile per l'adozione di un modello produttivo agricolo non semplicemente compatibile e rispettoso della natura ma parte della stessa.
La sopravvivenza di api e apicoltura è, e può sempre più, essere colta e usata quale termometro indispensabile per lo sviluppo di una nuova, moderna agricoltura durevole che consenta la produzione agricola e faciliti e la bio diversità non solo nell'oggi ma anche e sopratutto nel domani.
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