A Lamezia incontri di esperti sull'apicoltura
Lamezia Terme - Apicoltori e tecnici provenienti da tutta la Calabria si sono incontrati nel seminario regionale dal titolo “ Api o agricoltura: è questo il dilemma”organizzato a Lamezia Terme, per riflettere sulla grave situazione che attraversa il mondo dell’ apicoltura e, di conseguenza, costruire una progettualità capace di risolvere il problema non solo regionale ma anche nazionale e internazionale.E a tal fine è stata indispensabile la presenza dei maggiori esperti in tale settore come Claudio Porrini, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Università di Bologna, Roberto Barbero, Tecnico apistico e coordinatore dei Tecnici apistici di Aspromiele, Francesco Panella, presidente Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani, Vincenzo Palmeri, Università Mediterranea Reggio Calabria, Francesco Macrì, presidente Ara, Carmen Barbalace, dirigente Servizio Zootecnico- Dipartimento Agricoltura Regione Calabria, i presidenti delle sezioni apistiche di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, il presidente Associazione Regionale Apicoltori Calabria, e i tecnici apistici delle medesime province.
Il problema, aggravatosi in seguito ai preoccupanti fenomeni di mortalità di api nel nostro Paese, ha indotto il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ad approvare il progetto “ Apenet” finalizzato al monitoraggio e alla ricerca in apicoltura, con il quale intende capire e risolvere la scomparsa delle api. «Oggi - ha chiarito il direttore di Ara Pierino Maffei, che ha introdotto e coordinato i lavori - sono svariate le cause del fenomeno e, spesso, agiscono tra loro. Possono essere rappresentate da patologie, cambiamenti climatici, pesticidi, perdita di biodiversità o pratiche agricole».
Pertanto «le mortalità delle api sono determinate da situazioni e condizioni diverse e connesse alle latitudini e alle stagioni delle varie zone della nostra penisola. Comunque per contrastarne le criticità è necessario il dialogo tra apicoltori ed agricoltori in modo che questi ultimi si convincano che non bisogna fare alcuni trattamenti come quello in fioritura risolvendo così il 90% dei problemi.
Quando si manifesta una patologia o un avvelenamento le Asl devono intervenire d’ ufficio in base alla normativa vigente», ha affermato Claudio Porrini. Adottando adeguate strategie si potrebbe far fronte alla mortalità delle api che lo scorso anno hanno subito, a livello nazionale, una diminuzione del 30-40% a causa dell’ uso esagerato degli insetticidi di cui « l’ Italia - ha sostenuto Panella - è la prima consumatrice d’ Europa con il 33% del quantitativo complessivo di tutti i Paesi europei.
E noi li usiamo affidandoci ai venditori che rappresentano l’ assistenza tecnica, i referenti scientifici, e fanno sempre il loro interesse e non quello della collettività». L’ interessante dibattito ha fatto emergere la volontà di ampliare anche in Calabria il progetto Apenet e la necessità di una fattiva collaborazione tra apicoltori ed agricoltori per evitare, come è accaduto a Sibari il 15 maggio scorso, una devastante mortalità di api, le quali, oltre ad essere produttrici di alimenti, sono anche ottime indicatrici ambientali.
Da qui una maggiore attenzione al mondo dell’ apicoltura calabrese cercando di capire e affrontare in maniera adeguata tutte le relative problematiche ricorrendo all’ ideazione di un progetto mirato di cui devono essere protagonisti apicoltori e agricoltori e che prevede numerose postazioni rappresentative di tutta la regione.
In tal modo le informazioni che si raccoglieranno e gli studi fatti dagli istituti di ricerca saranno portati a conoscenza degli agricoltori per discuterli e trovare la giusta soluzione in sinergia con gli apicoltori e con i soggetti istituzionali. «La Regione Calabria - ha asserito Carmen Barbalace - è sensibile alle problematiche degli apicoltori sostenendoli con dei contributi che vanno ad aggiungersi a quelli previsti da regolamenti comunitari e agli aiuti di Stato».
di Lina Latelli Nucifero
Lamezia Terme - Apicoltori e tecnici provenienti da tutta la Calabria si sono incontrati nel seminario regionale dal titolo “ Api o agricoltura: è questo il dilemma”organizzato a Lamezia Terme, per riflettere sulla grave situazione che attraversa il mondo dell’ apicoltura e, di conseguenza, costruire una progettualità capace di risolvere il problema non solo regionale ma anche nazionale e internazionale. E a tal fine è stata indispensabile la presenza dei maggiori esperti in tale settore come Claudio Porrini, Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agroalimentari, Università di Bologna, Roberto Barbero, Tecnico apistico e coordinatore dei Tecnici apistici di Aspromiele, Francesco Panella, presidente Unione Nazionale Associazioni Apicoltori Italiani, Vincenzo Palmeri, Università Mediterranea Reggio Calabria, Francesco Macrì, presidente Ara, Carmen Barbalace, dirigente Servizio Zootecnico- Dipartimento Agricoltura Regione Calabria, i presidenti delle sezioni apistiche di Cosenza, Catanzaro, Crotone, Reggio Calabria, il presidente Associazione Regionale Apicoltori Calabria, e i tecnici apistici delle medesime province. Il problema, aggravatosi in seguito ai preoccupanti fenomeni di mortalità di api nel nostro Paese, ha indotto il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, ad approvare il progetto “ Apenet” finalizzato al monitoraggio e alla ricerca in apicoltura, con il quale intende capire e risolvere la scomparsa delle api. «Oggi - ha chiarito il direttore di Ara Pierino Maffei, che ha introdotto e coordinato i lavori - sono svariate le cause del fenomeno e, spesso, agiscono tra loro. Possono essere rappresentate da patologie, cambiamenti climatici, pesticidi, perdita di biodiversità o pratiche agricole». Pertanto «le mortalità delle api sono determinate da situazioni e condizioni diverse e connesse alle latitudini e alle stagioni delle varie zone della nostra penisola. Comunque per contrastarne le criticità è necessario il dialogo tra apicoltori ed agricoltori in modo che questi ultimi si convincano che non bisogna fare alcuni trattamenti come quello in fioritura risolvendo così il 90% dei problemi. Quando si manifesta una patologia o un avvelenamento le Asl devono intervenire d’ ufficio in base alla normativa vigente», ha affermato Claudio Porrini.
Adottando adeguate strategie si potrebbe far fronte alla mortalità delle api che lo scorso anno hanno subito, a livello nazionale, una diminuzione del 30-40% a causa dell’ uso esagerato degli insetticidi di cui « l’ Italia - ha sostenuto Panella - è la prima consumatrice d’ Europa con il 33% del quantitativo complessivo di tutti i Paesi europei. E noi li usiamo affidandoci ai venditori che rappresentano l’ assistenza tecnica, i referenti scientifici, e fanno sempre il loro interesse e non quello della collettività». L’ interessante dibattito ha fatto emergere la volontà di ampliare anche in Calabria il progetto Apenet e la necessità di una fattiva collaborazione tra apicoltori ed agricoltori per evitare, come è accaduto a Sibari il 15 maggio scorso, una devastante mortalità di api, le quali, oltre ad essere produttrici di alimenti, sono anche ottime indicatrici ambientali. Da qui una maggiore attenzione al mondo dell’ apicoltura calabrese cercando di capire e affrontare in maniera adeguata tutte le relative problematiche ricorrendo all’ ideazione di un progetto mirato di cui devono essere protagonisti apicoltori e agricoltori e che prevede numerose postazioni rappresentative di tutta la regione. In tal modo le informazioni che si raccoglieranno e gli studi fatti dagli istituti di ricerca saranno portati a conoscenza degli agricoltori per discuterli e trovare la giusta soluzione in sinergia con gli apicoltori e con i soggetti istituzionali. «La Regione Calabria - ha asserito Carmen Barbalace - è sensibile alle problematiche degli apicoltori sostenendoli con dei contributi che vanno ad aggiungersi a quelli previsti da regolamenti comunitari e agli aiuti di Stato».
Adottando adeguate strategie si potrebbe far fronte alla mortalità delle api che lo scorso anno hanno subito, a livello nazionale, una diminuzione del 30-40% a causa dell’ uso esagerato degli insetticidi di cui « l’ Italia - ha sostenuto Panella - è la prima consumatrice d’ Europa con il 33% del quantitativo complessivo di tutti i Paesi europei. E noi li usiamo affidandoci ai venditori che rappresentano l’ assistenza tecnica, i referenti scientifici, e fanno sempre il loro interesse e non quello della collettività». L’ interessante dibattito ha fatto emergere la volontà di ampliare anche in Calabria il progetto Apenet e la necessità di una fattiva collaborazione tra apicoltori ed agricoltori per evitare, come è accaduto a Sibari il 15 maggio scorso, una devastante mortalità di api, le quali, oltre ad essere produttrici di alimenti, sono anche ottime indicatrici ambientali. Da qui una maggiore attenzione al mondo dell’ apicoltura calabrese cercando di capire e affrontare in maniera adeguata tutte le relative problematiche ricorrendo all’ ideazione di un progetto mirato di cui devono essere protagonisti apicoltori e agricoltori e che prevede numerose postazioni rappresentative di tutta la regione. In tal modo le informazioni che si raccoglieranno e gli studi fatti dagli istituti di ricerca saranno portati a conoscenza degli agricoltori per discuterli e trovare la giusta soluzione in sinergia con gli apicoltori e con i soggetti istituzionali. «La Regione Calabria - ha asserito Carmen Barbalace - è sensibile alle problematiche degli apicoltori sostenendoli con dei contributi che vanno ad aggiungersi a quelli previsti da regolamenti comunitari e agli aiuti di Stato».
| < Prec. | Succ. > |
|---|
