Api resistenti alla Varroa, con dimensioni delle cellette di 4,9 mm (1°parte)
Le api possono difendersi dalla varroa e se non lo fanno e per colpa degli apicoltori e delle loro errate tecniche apistiche. Bisogna quindi porre rimedio ad alcuni gravi errori ed allevare le api più naturalmente possibile. Gli apicoltori hanno attaccato l’acaro principalmente con prodotti di sintesi, che si accumulano nella cera, o con gli acidi organici (formico e ossalico).
Ma cosa significa concretamente tale attività di lotta alla varroa? Significa sostenere che l'ape sia minacciata da un nemico più forte di lei, la varroa e che il compito dell'apicoltore sia quello di combattere la varroa per salvare l'ape. Nonostante la maggioranza degli apicoltori la pensino così vi è anche una minoranza che sostiene che il compito dell’apicoltore sia di cercare tecniche apistiche che permettano all'ape di trovare un equilibrio e di difendersi in maniera autonoma dall’acaro.
Le prime "api" compaiono sul nostro pianeta 30 milioni di anni fa...noi e cioè l' Homo sapiens 200 mila anni fa. Immaginare una simile distanza temporale non è facile, ma in poche parole siamo gli ultimi arrivati!!! Avere la presunzione che dopo 30 milioni d’anni di evoluzione l'ape non sappia e non possa vivere senza di noi ed i nostri trattamenti mi sembra un affronto al nostro insetto. L'apicoltore deve correggere vari errori, per poter permettere all'ape di potersi difendere: il principale è la misura della celletta dell'ape.
Con l'invenzione del foglio cereo l'uomo decide la misura della celletta in cui dovrà nascere l'ape. L'apicoltore grazie ad alcuni studiosi ha ritenuto di dover cambiare la dimensione della celletta dell'ape. Nonostante la dimensione della celletta dell'ape sia il risultato vincente di 30 milioni di anni di selezione naturale l'uomo ha deciso di aumentarla "perché un'ape grande produrrà più miele". Tale affermazione è completamente priva di supporto scientifico, ed è da evidenziare che un foglio cereo con celle grandi contiene meno celle. La nostra ape ligustica che originariamente nasceva in celle dai 4,7mm ai 5,1mm oggi nasce in fogli cerei dai 5,2mm ai 5,4mm ed oltre!!!
Ed & Dee Lusby, hanno condotto negli ultimi 20 anni una serie di studi che hanno dimostrato che le api possono perfettamente combattere la varroa se allevate in fogli ceri con dimensione delle cellette non superiori a 4,9mm I fogli cerei costruiti tramite i moderni impianti a rullo a causa dello stiramento prodotto dal rullo subiscono una deformazione e non sono quindi perfettamente esagonali: misurando 10 celle nelle tre direzioni come da figura si può notare come spesso la misura di 10 cellette possa variare notevolmente. Cosi fogli cerei ad esempio da 5,2mm possono formare un triangolo che in teoria dovrebbe avere le dimensioni di 5,2mm in tutti i lati ma che in pratica alcuni lati mostrano un aumento della misura rendendo ancora maggiore la dimensione delle cellette!!!
Cosa bisogna cambiare
Tornare di nuovo alla dimensione di 4,9mm che è L'elemento più importante ma non l'unico. Orlando Valega ha notato che i fogli cerei, cosa che quasi nessuno apicoltore sa, hanno due facce al pari dei favi naturali: guardando un foglio cereo in controluce al suo interno comparirà una Y che può essere rivolta verso l'alto o verso il basso come da figura. Le api iniziano a costruire da un favo centrale, e poi ne costruiscono altri, alla destra a alla sinistra del primo proprio con la "Y" rivolta all'esterno. Se le api hanno questa abitudine è bene rispettare la loro scelta.
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| Disposizione nell'alveare |
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| Lato che le api pongono verso l'esterno |
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| Lato che si trova rivolto verso il centro dell'alveare |
Michael Bush ha notato che la distanza naturale tra i favi è tra 30-34mm Secondo gli autori citati, ridurre la dimensione delle celle e ravvicinare i telaini, 11 in una casetta da 10, comporta un aumento della densità di covata per decimetro cubo, che comporterebbe una maggiore temperatura ed una schiusa leggermente più rapida della covata, dando cosi meno tempo alla varroa di riprodursi.
bisogna quindi:
1)Tornare a fogli cerei da 4,9mm che siano costruiti senza difetti
2)Rispettare il verso naturale dei favi con la Y rivolta all'esterno
3)Usare solo fogli cerei biologici privi di residui dannosi per le api
4)Ridurre lo spazio tra i fogli cerei a circa 32mm
Non usare trattamenti chimici
L'uso di acido ossalico, formico, ecc... non fa certo bene ne alle api ne a noi!!!! Tempestiamo e indeboliamo le api con continui trattamenti come possono avere poi la forza per difendersi???
5) Niente chimica e trattamenti


Selezionare api resistenti
Bombardare le api con continui trattamenti vuol dire selezionare api resistenti ai trattamenti e non alla varroa. Gli apicoltori stanno facendo proprio quello che non dovrebbero fare: selezionare varroe sempre più resistenti ed api che non sanno difendersi perchè è l'apicoltore a contrastare la varroa e non più l'ape!!! Bisogna non trattare le api affinchè quelle non in grado di difendersi muoiano e quelle in grado di difendersi si riproducano. Bisogna allevare e riprodurre solo le api che si sono dimostrate in grado di soppravvivere alla varroa. Oggi gli apicoltori che trattano le api con ossalico gocciolato, sublimato, timolo, acido formico e riproducono quelle che sono sopravvissute ai trattamenti.....
6)Selezionare Api Resistenti
Le api devono nutrirsi di miele
Il miele è l'alimento delle api: non lo zucchero!!!! Lo zucchero è privo di vitamine, sali minerali ecc..... come fanno le api a difendersi dalle malattie e dalla varroa se mal nutrite???
7) Alimentare le api solo con miele
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