Blocco di covata con favo orizzontale
Questo metodo che ho chiamato “blocco di covata con favo orizzontale”, è nato dall’idea di effettuare un blocco di covata con tutti quei requisiti che necessitano per una buona gestione di una colonia di api, cercando di non tralasciare neppure particolari che potrebbero sembrare semplici, infatti questo mio metodo permette:
![]() |
|
- alle api di non subire shock per la mancanza di covata,
- alla covata di essere presente con i loro ferormoni
- alla regina il controllo di tutto l’alveare, con la sua presenza,
- di non manipolare la regina, che rimane sul favo sul quale si trova con risparmio di tempo e lavoro
- di non usare materiali diversi da quelli che sono gia in possesso dell’apicoltore, con notevoli risparmi economici ,.
- unico impegno è la costruzione di una sola apposita cornice ( ma volendo è possibile girare il coprifavi evitando la costruzione della cornice)
- di recuperare il favo infettato dalla varroa qualora il favo prelevato fosse ancora in buono stato
Come si costruisce la cornice, essa sarà alta 6-7-8 cm, e avrà due scanalature per alloggiarvi il telaino, a metà della scanalatura un chiodo permetterà di tenere sollevato il telaino e permettere alla regina la
deposizione anche sul lato inferiore.
deposizione anche sul lato inferiore. Come si procede, in 7 punti
1) si preleva il telaino sul quale c’è la regina
2) si poggia sul nido l’escludiregina
3) si pone la cornice sul nido sopra l’esludiregina e si alloggia appoggiato ai chiodi delle scalanatura e il telaino con la regina ( la cornice es. 38,5x45 misure interne, telaino 47)
4) si apre e preleva il telaino, dopo circa 19-20 giorni, meglio 19 a volte la nascita può anticipare se le temperature sono alte e i calcoli dei giorni non sono precisi, meglio qualche giorno prima piuttosto che una cella aperta con la varroa.
5) si scuotono le api con la regina che si trovano sul favo nel nido
6) si pulisce il favo che sarà pieno di covata infestata dalla varroa, ed in seguito sarà rimesso all’interno del nido.
7) dopo qualche giorno 3-4 la regina avrà iniziato la deposizione e si potrà fare un trattamento antivarroa.
La regina rimessa nel nido non avrà alcun problema di accettazione, sia per la quantità di deposizione fatta, ma penso soprattutto per il fatto che è stata a contatto con tutto il nido, e non segregata ad un lato dell’alveare.
Il telaino può essere recuperato con il mio ormai collaudato metodo del “getto d’acqua” e vediamo come:
- invece di usare la forchetta disopercolatrice, che rovina inevitabilmente gli alveoli strappandoli sporcandoli e schiacciando le larve, uso il getto di acqua “l’uovo di Colombo?” può darsi, ma certo è che il getto d’acqua rompe l’opercolo senza danneggiare l’alveolo e con la sua forza estrae anche le larve della covata, su ciascuna larva è possibile contare anche 4-5 varroe.
Il telaino poi viene lavato con acido peracetico, oppure con specifici disinfettanti e sanificanti “presidi sanitari” che abbiano una notevole carica antibatterica e virale, numerosi sono i prodotti in commercio, sciacquato sgocciolato e rimesso nel nido dove le laboriose api finiranno di asciugarlo. Tutto questo è fattibile se il telaino è nuovo, come nel caso in figura, altrimenti conviene eliminarlo bruciandolo.Permettetemi questo seguito da appassionato apicoltore che interpreta le api prima di tutto come indispensabili per la sopravvivenza stessa della natura, convinto che la preparazione ad una buona apicoltura tecnica, non può prescindere da una formazione culturale ed ambientale, quell’ambiente di cui le api sono sentinelle sensibili e sempre più vulnerabili.
Lo scambio di informazioni all’interno delle associazioni, i dibattiti anche accesi che ne derivano, sono quello che io amo chiamare, utilizzando terminologie apistiche “trofallassi culturale” (dal greco trophe nutrimento, più allássō scambiare).
Questo sistema di passaggio dell’alimentazione tra api, che gli apicoltori conoscono bene, favorisce, oltre l’arricchimento dell’alimento, anche un'importante funzione di coesione del gruppo, come dovrebbe avvenire in tutte le associazioni di apicoltori.
E’ pur vero che l’elaborazione delle tesi ed infine la sintesi appartengono al singolo, ma sono sempre più convinto che essa è il frutto di quella “trofallassi culturale” che associazioni e condivisioni culturali, come questo e altri siti web saranno riusciti a trasmettere ed arricchire, come è avvenuto per questa mia proposta di blocco di covata, e quelle di altri apicoltori.
Giacomo Perretta
Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
| < Prec. | Succ. > |
|---|

